Mi sto dirigendo al bagno per lavarmi, quando ripenso all`insulina.
Un senso di dispiacere si tramuta rapidamente in lieve senso di colpa che ritorna ad essere dispiacere per divenire infine qualcosa di piu` profondo.
Una coincidenza puo` esser tale o puo` rappresentare altro. Continuo a credere che il caso sia il caso, e che il fato non esista. Ma il tempo sta cercando di scrostare quell`inossidabile centimetro di scetticismo color ruggine. Forse perche` il calore nero del cane sacro comincia ad arrossarmi la pelle del collo.
Torniamo all`insulina.
Stiamo navigando lungo il fiume che scorre all`interno della foresta di Taman Negara, da Kuala Tembeling a Kuala Tahan.
Io e Palomar parliamo di rapporti atipici. Mi racconta di un suo compagno del liceo, un ragazzo completamente differente da lui, con il quale saltuariamente si divertiva a passare il tempo. Ai nostri lati scorre lento e imperituro un coacervo denso di verde.
"Poi lo sai, no, che ha il diabete?"
Lo guardo sorpreso. "No".
"Da quando e` piccolo. Si faceva le iniezioni in classe, durante la lezione".
Rimango in silenzio. L`immagine che avevo del ragazzo, quella sagoma sfocata che circonda ogni essenza esterna alla nostra, muta improvvisamente. Ma non varia nella forma, tantomeno nel colore.
Varia l`energia che emette.
Il discorso si chiude li`.
L`imbarcazione su cui viaggiamo e` lunga una decina di metri. In larghezza non piu` di due. Siamo seduti su dei cuscini che poggiano direttamente sul fondo della barca. Seduto davanti a noi sta un ragazzo che ci sorprende parlandoci in italiano. E` spagnolo e si chiama Ignasi. Il suo sguardo e` dolce e cordiale. Quando approdiamo a Kuala Tahan cerchiamo assieme un posto dove dormire.
Io, Palomar e Ignasi.
Dopo due tentativi andati a vuoto, finalmente troviamo un dormitorio a basso prezzo. Mangiamo qualcosa e torniamo alla guesthouse. Ignasi sistema con cura la zanzariera. Alloggiamo in un stanza da quattro, letti a castello. Dormo intensamente per qualche ora, poi comincio a rigirarmi nel letto. Palomar si alza dal suo giaciglio, prende lo zaino ed esce dalla stanza. Non riesce piu` a dormire.
Verso le 9 mi alzo. Vado a fare colazione. Palomar e` gia` li` da qualche ora. Dopo qualche minuto arriva anche Ignasi. Prende del pane e ci spalma sopra della marmellata. Il filo della conversazione si spezza di continuo.
Decido di infondere altro te nella mia tazza. Mi alzo e lo riempio d`acqua. Mi risiedo. E` a questo punto che Ignasi si alza la maglietta di quel tanto da potersi iniettare la siringa che ha nella mano sinistra. Palomar gli chiede se e` insulina. Ignasi risponde di si. Comincia a dare delucidazioni sull`argomento, ma lo fa in inglese, e non capisco molto.
Di nuovo la sagoma che muta.
Ci alziamo per andare a prepararci. Tiro fuori dallo zaino l`occorrente per lavarmi. Cammino sul mattonato verso i bagni attento a non cadere.