Sono da poco a Kuala Lumpur. La citta` e' una continua contraddizione. Sembra che tutto scorra perche' debba farlo in ogni caso. Giro confuso seguendo Federico. Il corpo stanco per il viaggio e per i postumi della serata cyberdinamica di sabato.
La via scorre sotto i miei piedi trascinandosi dietro il resto. Corpi, oggetti, odori. Camminiamo lungo il viale del mercato. Cerchiamo un posto dove managiare. Mi sento come un cane ad un concerto.
Per stasera mi lascio guidare.
Ci fermiamo ad un chiosco. Animali di cui resta solamente la pelle sono appesi a dei ganci. Polli, sembrerebbe.
Ordiniamo due zuppe. Sguazzano come serpenti confusi degli spaghetti. Con il cucchiaio scovo il resto della sorpresa. Pezzi di carne bollita. E degli oggetti sferici che fanno pensare esattamente a quello.
Ci guardiamo. Ridiamo.
"Mangio tutto, ma certe cose proprio non ci riesco".
"Magari sono occhi".
In certe situazioni cerco di essere il piu` possibile ottimista. Ai limiti della stupidita`.
Chiediamo alla tipa che adesca i clienti e che ha adescato anche noi.
"Balls. Big balls". Ride.
Ne assaggio una, memore di racconti passati sulla prelibatezza di certi testicoli.
Niente di speciale, nel bene e nel male.
Diamo sempre troppo peso a certe cose.
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