Il Mekong si muove lentamente di fronte ai miei occhi. Rifletto sul concetto di confine distratto dalla quiete indisponente che mi circonda, la calma rassegnazione dell'anima tipica del sud est asiatico.
E' il giorno del congedo dalla Thailandia, e il mio cervello continua a partorire immagini scarne che danno quella piacevole sensazione di dolore allo stomaco, che molti chiamano nostalgia, anche se solo in fase embrionale.
E' il giorno del congedo dalla lascivia di Hat Yai e di Patong, dagli insopportabili guidatori di tuk tuk di Bangkok, dai ladyboy diffusi a macchia d'olio, dalla ragazze in strada che ti adescano per un "massaggio".
E' il giorno del congedo dal paradiso perduto delle Surin Islands, e dallo scoglio di Ko Tao con la relativa incertezza di Cindy.
E' il giorno del congedo da Sofia, e da una certa nota stranezza.
E il tutto si mischia con un'altra nostalgia, tanto latente quanto piu' intensa, esternamente. Due mesi lontano, due mesi a perdersi e a ritrovarsi. Due mesi oscillando ta l'ansia di evitare di essere un turista, e la difficolta' di trascorrere anche solo un'ora come un viaggiatore. Di differenza ne corre molta, un po' come tra il passaggiare tra i viali di uno zoo con una busta di noccioline in mano, e perdersi nella giungla durante una notte di pioggia.
Penso e vivo tutto questo, quando sento dietro di me il rumore di passi che si avvicinano. Mi giro e scorgo un uomo e una donna che trasportano un cesto con due buste di plastica all'interno. Hanno tutta l'aria di contenere rifiuti. La donna si avvicina alla riva con un'inadeguata sensualita', si tira su la manica della maglietta e smuove l'acqua con la mano per saggiarne la temperatura. Sono cosi' assorbito dall'eleganza di quel gesto, che non mi accorgo che l'uomo sta lanciando in acqua una delle due buste. Gettata anche l'altra, se ne vanno con la stessa disinvoltura con la quale sono arrivati.
E' il giorno del congedo dalla Thailandia, ma ora vorrei essere a casa.
Bello.
RispondiEliminaE poi chi sa, ci si incontra nei posti piu' impensabili.
Esco ora da 4 giorni con Sergio e sono stati giorni di rilasso romano.
Oh, scrivimi dal Laos!