venerdì 4 marzo 2011

Dr. Manhattan

Scorro rapidamente il cursore, immagini random che non seguono la linea temporale, la traccia che ho lasciato dietro di me in questi tre mesi, Malesia Thailandia Laos Cambogia, kuala lumpur taman negara cameron highlands pulau pinang hat yai phuket surin islands ko tao bangkok ayutthaya sukhothai chiang mai chiang rai houei xai luang nam tha muang sing luang prabang vientiane kong lo cave thakeh savanaketh pakse si phan don phnom penh otres beach...
Rivivo i momenti attraverso un paesaggio o un primo piano, e ogni salto temporale e' un sussulto al cuore, come quando imposti shuffle su un cd che contiene cento canzoni che adori e che non ascolti da una vita, perche' da quel 14 dicembre ogni giorno trascorso e'una vita a se', ogni giorno nasce e finisce li', senza raccordi, l'anima centrifugata e macellata in tanti filamenti, non c'e' dimensione nel viaggio, il tempo si dissolve in una serie di piani paralleli che scorrono indipendentemente l'uno dall'altro, schizofrenia temporale la definirebbe lo psichiatra del Caos. Anche i sentimenti sembrano frammentarsi, non riescono piu' a metter radici, non ne hanno il tempo. 
Non ne hanno il tempo.
Ho il corpo ricoperto di ferite, ricoperte a loro volta da uno strato di sale inspessito e calcificato, ma non riesco a percerpire il dolore, se non una parte infinitesimale di pelle alla volta. 
E mentre scrivo tutto questo su uno stupido letto con un lenzuolo imbrattato di snoopy, la mia pelle sta diventando sempre piu' blu.

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