Se guardi bene quel giallo stantio,
puoi veder la sofferenza
accumulata in grumi,
una vernice che cola e si solidifica
intrappolando al suo interno l'odore di grida
che soltanto un cervello
sotto tortura
puo' immaginare di essere in grado di emanare.
Ossidate nel metallo
delle maglie dei letti,
delle scatole degli escrementi,
il sudore di ogni secondo,
fino alla morte.
Nelle foto,
impronte di zampe di galline,
avvoltoi attratti dall'odore
della morte
in fermento.
Nel cortile,
un attrezzo ginnico
trasformato
trasformato
in strumento di tortura.
Le aule,
trasformate in celle.
Fottiti, Pol Pot.
La morte, atroce, inesorabile, assurda, lenta,
atroce.
Incomprensibile, congengnata da un fottuto pazzo furioso,
fottiti Pol Pot,
assieme ad altri fottuti pazzi furiosi,
Khmer Rouge di nome,
ma non di fatto.
non credo nell'inferno,
ma preghero' affinche' tu sia
l'eccezione
che conferma la regola.
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