Mi decido per il fuoco, un po' per il fuoco in se, un po' per la bella thailandese che sta suonado la chitarra. Mi siedo accanto ad un ragazzo conosciuto poco prima, si chiama Perry, e ha gli occhi di chi e' gia' vissuto e sa sempre quale strada seguire. Alla mia destra siede un autoctono dal volto furbo e simpatico di chi si e' fatto le ossa durante gli anni dello splendore dei traffici di oppiacei nel cuore del cuore del golden triangle.
La ragazza suona davvero bene, trasmette un'emozione a cui anocra non so dar significato. Perry viaggia con i soldi messi da parte con la pesca, sei lunghi mesi in Alaska, alternati fra la vita in mare aperto e un piu' confortevole stanziamenteo sulla costa, e non so se mi sorprende piu' questo aspetto o il fatto che a 19 anni sembra saperne gia' molto.
Di vita, si intende.
Le mie orecchie fanno la spola tra l'uno e l'altro, tra l'australiano e l'indigeno, con quest'ultimo che mi dice che per la ragazza si tratta dell'ultimo giorno di un tirocinio di tre mesi volto alla formazione gastronomica in ambito di cucina aka.
Ora so dare un siginificato a quell'energia. Perry mi da una gomitata sul fianco, io mi giro verso di lui perplesso, lui mi fa cenno di avvicinarmi con l'orecchio, mi dice di guardarla, sulle prime penso che gli interessi, ;o prendo un po' in giro, ma lui resta serio e con il dito mi fa segno di guardarle gli occhi.
Piange. E' terribilmente bella e affascinante in quel pianto spontaneo, vivo, immaturo, tutta l'energia della sofferenza di una ventenne che e' all'ultimo giorno di scuola. Lei guarda Perry e qualcosa scorre tra loro in quell'istante, lo percepisco, lo guarda e gli dice di cantare assieme. Comincia a strimpellare degli accordi comodamente sepolti nella mia memoria, suoni che sanno di bombe ed Irlande del Nord.
Cantiamo tutti assieme, e piu' il suono si fortifica intorno a quel fuoco spontaneo, quel fuoco che si accende e si spegne in pochi minuti, piu' le lacrime fluiscono veloci dai suoi occhi. Faccio un giro di sguardi, attento a far rimanere i miei occhi semplicemente lucidi, e lo giuro, nessuno, lo giuro, e' riuscito a dissimulare quel rossore incontrollabile che rende l'uomo un vero uomo, come mi disse una volta un piccolo grande saggio.
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