Nella penombra languida e sottile di una guesthouse qualsiasi in ayuthaia sergio cuvato si muove come un crononauta che non sa di viaggiare nel tempo.
Il viale stordisce bruciandoti di cemento appassito evanescente, le vetrine dei negozi slittano come rulli di slot machines che indugiano un po'troppo fino a quando il tempo non si rompe arrestando lo spazio e in una vetrina qualsiasi, ma in fondo esattamente in quella, ristaglia límmagine di uno splendido gigante buono di soprannome Indra, uno di quelli che sceglieresti come hug partner in uno dei primi cinque incontri dellássociazione malati di cancro ai testicoli.
La settimana a bangkok sta finendo di gocciolarmi in testa mentre cammino in un vicolo dai passi inflazionati e scorro al fianco di un trio da cui esce il classico accento italiano di un italiano che parla bene inglese, e io mi giro, mi volto istantaneamente quanto istintivamente e scorgo Enea dagli occhi abbronzati da un verde illegale.
Incontri una persona, ne perdi le tracce per ritrovarle nel labirintico mercato di Bangkok, perdersi ancora, fortunatamente, per incrociarsi nuovamente in Laos, in unáltra dimensione ed il suo nome e'sempre annalisa, con la sua voglia di intrattenersi oltre misura, e tutto questo sembra non aver mai fine, perdersi e ritorvarsi ancorauna voltain Don Det, ma la prossima volta lo giuro avro'i baffi e gli occhiali scuri.
Nella giungla malesiana la loro fama le precede, assieme ai loro passi, seguiti fino al rifugio, due ragazze olandesi solari e svampite e dalle battute incomprensibiliche si materializzano una seconda volta nella coltre di nebbia delle cameron highlands, in un contesto che avra'sempre la fotografia di un film noir anni 50.
Bamglampu, strusciamo alla ricerca del tempo che non avanza, tempo perduto in tutti i sensi tranne in quello di scorgere una coppia di francesi fricchettoni, lui il classico pirata mancato, pizzetto che da l'impronta, tricocagionevole dallo sguardo nero e indagatorio, lei sensuale dal naso pronunciato e gli occhi attraenti, con un pizzico di ingenuita'di chi tarda ad invecchiarsi, li intravedo arenati su due birre in un locale di khao san, in una sera di fine gennaio.
E tutte quella serie sterminata di amici mancati, persone che nascono e muoiono sconosciute, dritti nel girone dei binari morti.
E quando il tempo se ne lava le mani, ecco che interviene la tecnologia, con un fotogramma visionato in vientiane e scattato in luang prabang, in cui compare un ragazzo nato coi baffi e láccento toscano, incrociato sulla sabbia di Don Det, sotto un sole che fa bollire a rilento il sangue.
Energie? Si, forse.
Ma sporattutto, Lonely Planet.
bello, ti sei dimenticato di me!
RispondiEliminaSpecialmente quando tornero' in India.